IL 5G E L’INTERNET OF THINGS

Di recente si è parlato molto del 5G, cioé la rete di quinta generazione, che dovrebbe arrivare in Italia entro il 2020.
Il 5G si dimostrerà fondamentale per poter sfruttare appieno l’Internet of Things, poiché è una rete mobile con un’altissima banda a disposizione ed una bassissima latenza. Questo permetterà ai dispositivi di potersi collegare a Internet anche in assenza di una linea fissa, fattore che potrebbe essere utile, per esempio, per gli stabilimenti produttivi al di fuori di una copertura di rete fissa, o per le auto a guida automatica. Il 5G inoltre consentirebbe lo sviluppo dell’ IoT in settori in cui questo tipo di approccio tecnologico si sta sviluppando, come quello dell’agrifood (o Smart Agricolture).
La connessione costante alla rete consente inoltre di tracciare in modo continuativo i dispositivi e monitorare eventuali anomalie, e di semplificare le problematiche legate alla comunicazione tra dispositivi che sfruttano protocolli differenti.
Si pensa che il 5G possa far decollare il settore dell’IoT in modo da raggiungere la cifra stimata di 76 miliardi di dispositivi connessi nel 2025 (oggi sono circa 20 miliardi).
Si stima inoltre che ogni unità IoT connessa al 5G avrà consumi minori e una durata delle batterie 10 volte superiore al normale.
Ovviamente, dove ci sono vantaggi, ci sono anche degli svantaggi. Il 5G in particolare, permettendo di mantenere costantemente connessi i vari dispositivi che lo usano, potrebbe mettere in pericolo la privacy degli utenti diffondendo dati sensibili, o potrebbe essere soggetto ad attacchi informatici, con conseguente rischio per la sicurezza.
Va anche messo in conto il rischio di un ulteriore digital divide dovuto al gap tecnologico tra i Paesi in cui c’è il 5G con quelli in cui manca, aumentando ulteriormente il divario tra le varie fasce di popolazione (i ricchi che sfruttano 5G e IoT e i poveri che non potranno usarli).

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